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      Tienete; anch'io vi lasso questa boccetta d'acqua chiara, e se mai la fa come quell'altra, vo' sapete che dovete pensar di me e quel che vi tocca a fare. [69] Addio.
      Monta subbito a cavallo, e col cane, la lancia e lo stioppo a armacollo parte di galoppo.
      Il secondogenito dappertutto addove passava, oppuramente si fermava, faceva delle domande sul su' fratello, dicendo alla gente:
      - Uno compagno a me che l'avete visto?
      E ognuno rideva e scramava:
      - Oh! bella; nun siete forse voi l'istesso dell'altra volta?
      Accosì il giovane capiva che anco il primogenito era passato per di lì da que' loghi, e cammina cammina sempre con questo ripiego, alla fine viense alla città reale, addove il primogenito aveva morto il Mago dalle sette teste e sposata la figliola del Re; e quando la gente lo vedde nentrare, tutti facevano le meraviglie e badavano a bociare:
      - 'Gli è lui, 'gli è lui! Nun è sperso; è salvo. Viva il Principe!
      Lo menorno diviato alla presenzia del Re, e tanto il Re, che la Principessa e la Corte, per l'inganno della gran somiglianza, lo sbagliavano per il primogenito; e lui, zitto, nun cognoscendo se 'gli era in mezzo a persone di garbo o a gente traditore: ma la rigirò accosì bene con furbizia nel domandare e nel rispondere, che viense a capo di raccapezzarsi a un bel circa sul conto della sorte del proprio fratello, delle su' nozze colla Principessa e del su' smarrimento in nella selva incantata.
      La notte, il secondogenito fece le viste di essere dimolto sturbato da' disagi sofferti e dimolto stracco, e si mettiede sur una sponda del letto e discosto dalla Principessa per nun toccarla, e di lì a un po' s'addormì.


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Sessanta novelle popolari montalesi
di Gherardo Nerucci
Editore Le Monnier Firenze
1880 pagine 665

   





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