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      - Oh! perché? - addimanda su' padre.
      E Grisèlda:
      - Perché il Re ci troverà un mancamento.
      Dice il contadino:
      - Che mancamento ci pol egli trovare il Re? Sentiamo, via.
      Allora disse Grisèlda:
      - E' ci pol trovare, che 'l mortaio 'gli è bello, ma che ci manca il pestello.
      - Va' via, mammalucca! - bociò il contadino. - Bada lì, i' che ti viene in nella zucca!
      Il contadino, insenz'addarsi del parere della figliola, subbito si riveste a modo e poi se ne va dal Re. Lo fan passare a udienza e racconta lì tutto l'accaduto, e in fine dice al [121] Soprano:
      - Questa maraviglia i' l'ho destinata per regalo a Sua Maestà, quando lei si degni d'aggradirla.
      Arrisponde il Re:
      - Sicuro, l'aggradisco e l'accetto; ma però, abbeneché sia questo un bel mortaio, in ugni mo' c'è un mancamento.
      Scrama il contadino:
      - Che mancamento dunque c'è egli?
      E il Re:
      - C'è, che nun ci veggo il su' pestello?
      - Oh! senti, - grida il contadino.
      - 'Gli è propio quel che m'ha ditto anco la mi' figliola.
      Dice il Re:
      - Anco la vostra figliola? Dunque vo' avete una figliola dimolto virtudiosa e struita, se pur lei ha visto il medesimo difetto. Bene! I' vo' provare come 'gli è brava. Tienete questo 'nvolto; dientro c'è del lino. Che lei me ne faccia, ma presto, perch'i' n'ho gran bisogno in nel mumento, che mo ne faccia lei un panno di cento braccia.
      Il contadina pigliò lo 'nvolto, addove non c'eran altro che tre lucignolini di lino; e fatta la riverenza a Sua Maestà, se n'andiede a casa 'n fretta.
      Arrivo che fu a casa il contadino, dice a Grisèlda:


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Sessanta novelle popolari montalesi
di Gherardo Nerucci
Editore Le Monnier Firenze
1880 pagine 665

   





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