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      L'Uliva, vogliolosa di riposarsi al coperto co' bambini e con l'idea di chiedere un po' di pane per isdigiunarsi, rientrò in quella palazzina e 'n sul focolare ci vedde un pentolino di pappa per le su' creature e altre robbe più di sostanza per lei; mangiò dunque e doppo se n'andiede a letto, e insomma prendette possesso dell'abitazione che nun aveva padroni, e lì sola ci steva lavorando e a custodire i figlioli, che crescevano, si pole dire, a vista d'occhio. Sicché lassamela pure in quel logo con la pace sua e torniamo a quel Re su' marito.
      Il poero Re rivienuto dalla guerra a casa trovò tutti che piagnevano, e più su' madre finta.
      Lei gli disse:
      - Che vo' tu, ci vole pacienza! Questi èn' casi che si danno pur troppo. 'Gli è dimolto raro che le donne, quando partoriscono accosì per coppia, nun moiano loro e le creature; e anco l'Uliva dovette sbasire da' patimenti assieme a figlioli.
      E il Re a questi discorsi sospirava e si strapazzava, e nun sapendo come divagarsi, un giorno prendette lo stioppo per andare a caccia.
      Quando però su' madre lo vedde a quel mo' ammannito per sortire, lei nun voleva che nuscisse, perché aveva paura che lui nel bosco inciampassi nell'Uliva co' su' bambini morti di stenti o di fame: ma il Re alle ragioni di su' madre nun gli diede retta, e diviato scendé le scale e doppo poco 'gli era nel più fitto della macchia.
      Girò il Re per un pezzo che già nun ci si vedeva più, e di repente principia una tremenda burrasca d'acqua, di toni e di [332] saette, sicché 'l Re si credette 'n fine della su' vita.


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Sessanta novelle popolari montalesi
di Gherardo Nerucci
Editore Le Monnier Firenze
1880 pagine 665

   





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