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      Dice a Marchese:
      - Che grazia v'abbisogna, galantomo?
      E il Carbonaio:
      - Se lei brama il mi' diamante, mi lassi dormire con seco una notte.
      Scrama la Marchese:
      - Ma che siete ammattito? Queste nun ènno grazie nemmanco da pensarle.
      E il Carbonaio:
      - E allora l'anello i' lo tiengo per me. Stia bene e alla rivista.
      E s'avvia giù per le scale.
      Dice la camberiera:
      - Padrona, che vole propio perderla una fortuna accosì? E' nun capita mica tutt'i giorni.
      - Ma che ti pare ch'i' voglia dormire con un omo, - disse la Marchese, - quando appunto domani i' vo' sposa?
      Dice la camberiera:
      - Che 'mport'egli? Basta che nimo lo sappia e nun se n'accorga. 'Gli è un fatto che rimane tra me e lei.
      E la Marchese, che a nun avere il diamante ci pativa:
      - Ma la sera e' viene ugni sempre il Re e nun se ne va che dimolto tardi. Anco per questo, quel che protende il Carbonaio nun si pole assoluto.
      Dice la camberiera:
      - E lei ficuri che gli dole 'l capo e lo licenzi il su' sposo prima del solito, e si fa 'n modo che il Carbonaio s'accontenti di du' ore sole per dormire con seco. Ma si sbrighi a accordargliela questa grazia al Carbonaio: lui è già 'n fondo alle scale, e una volta sparito, chi lo ritrova?
      - Te sie' una gran tentatora, - scrama la Marchese, - e abbeneché m'accorga ch'i' opero male, per possedere il diamante i' non ho la forza di scontradirti.
      Sentuto questo ragionamento, la camberiera fu lesta a [419] richiamare su il Carbonaio e lo niscose dientro un armadio in nell'arcova della padrona, e siccome già principiava a farsi buio, un po' doppo apparse il Re a discorrire con la su' sposa e gli portò in regalo una bella camicia di tela da notte, trapuntita da vetta 'n fondo d'oro e con l'insegne reali ricamate 'n sulla pettorina: la Marchese la prendette e poi la porgé alla camberiera, perché gliela mettessi sotto 'l capezzale del letto; e quando fu una cert'ora, la Marchese principiò a dire, che nun si sentiva troppo bene, che gli doleva 'l capo e che aveva bisogno di dormire.


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Sessanta novelle popolari montalesi
di Gherardo Nerucci
Editore Le Monnier Firenze
1880 pagine 665

   





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