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      - Oh! che disgrazia, che disgrazia! 'Gli è casco Peppe giù nella pescaia. Corrite, corrite a soccorrerlo.
      Ma fu tutto inutile. Nimo sapeva navicare e nun ci fu modo che Peppe si ritrovassi 'n quel profondo: sicché stati lì 'n sulle sponde un bel pezzo con gran dolore della sposa, che s'era svienuta, i du' fratelli traditori la portorno di peso 'n carrozza e a notte buia nentrorno nel palazzo del Re su' padre; e prima di farsi annunciare dissano alla sposa:
      - Bada bene di stare zitta e di nun ci scontradire, se la vita ti preme, e te sarà' moglie d'uno di noi, se tu ha' giudizio. Arricòrdati!
      La mattina doppo i du' fratelli si presentorno al Re.
      Dice 'l Re:
      - Peppe, il mi' piccino, addove si trova?
      - Ma! nun se ne sa nulla.
      - E questa ragazza? - domanda il Re.
      E quegli:
      - 'Gli è una Principessa, e pole diventare sposa di quello tra noi dua che avrà la su' sentenzia, signor padre.
      Dice il Re:
      - Dunque arraccontatemi i vostri successi.
      I fratelli allora si messano a sfilare una storia tutta bugiarda, e il Re bisognò che se la bevessi, e quand'ebban finito, disse:
      - Chi di voi se lo meriti più di pigliar moglie nun lo posso sentenziare, perché al mi' parere tutt'addua ne saresti degni. I' lo lasso il giudizio a questa Principessa: trascelga lei a su' piacimento.
      Ma la Principessa scramò:
      - S'aspetti anco il [436] più piccino; 'nsenza lui nun è giusta la delibberazione.
      E siccome i fratelli badavano a noiarla che si decidessi subbito, lei diede in un pianto, e se le donne nun eran leste a sorreggerla cascava 'n terra di tonfo stramortita.


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Sessanta novelle popolari montalesi
di Gherardo Nerucci
Editore Le Monnier Firenze
1880 pagine 665

   





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