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      - Eppure, vo' 'ntendete di certi punti messi a un morto del tempo addietro.
      - Oh! - fa il calzolaio, - chi pole averglielo riconto, s'i' ero bendato?
      Dice il signore:
      - 'Gnamo! ci so' venti scudi lampanti, se vi rinusce 'nsegnarmi la casa addove vo' ricucisti quel morto. Cercatela, e se la trovate, mi basta che vo' ficchiate un chiodo nell'uscio, e subbito vi pagherò i venti [449] scudi.
      Questo signore, si capisce da sé, 'gli era il capo-ladro, che bramava di riffa scoprire chi gli aveva rubo dientro al sotterraneo e portato via il morto, e almanaccava di farne le su' vendette.
      Dunque il calzolaio nun istiede a cancugnarla tanto, perché lui cognosceva bene la casa di Menico, e di notte gli confisse un bel chiodo nell'imposte: ma per sorte Menico tieneva al su' servizio una ragazza furba, che, quando la mattina vedde quel chiodo, sospettò diviato che fusse qualche segnale di malestrosi e 'nsenza dir nulla, preso un panierino di chiodi lesta lesta e alla rifruga ne mettiede uno per ugni porta di tutto il viciname, sicché il capo-ladro nun poté ricognoscere la casa segnata dal calzolaio, e andato a bottega da lui, gli disse:
      - Bravo Crespino! m'ate servito benino! Tutte le porte delle case hanno un chiodo confitto sopr'esse. I venti scudi nun ve gli do.
      Scrama il calzolaio:
      - Poffareddina! Come pol esser ita? Io de' chiodi e' n'ho messi uno solo. Ma nun si sgomenti, signore: io stasera ci fo su quella casa una croce con un po' di tinta rossa, e prepari pure i su' venti scudi.
      Ma anco questo ripiego nun gli rinuscì al calzolaio, perché la ragazza attenta, quando s'accorgette della croce, in un battibaleno con un pentolino di tinta ne fece delle compagne in su' tutte le case di quelle parti; e il signore arrabbiato nun volse più regalare i venti scudi imprumessi al calzolaio.


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Sessanta novelle popolari montalesi
di Gherardo Nerucci
Editore Le Monnier Firenze
1880 pagine 665

   





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