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      Doppo un po' di battibecco tra 'l sì e 'l no, da ultimo la vecchia si persuadiede, sicché lei il Re la vestì tutta di novo, e lui mascherato da ragazza, assieme partirno e viensano al palazzo del mercante, e subbito picchiorno risoluto.
      A quel rumore comparse la Sfacciata alla finestra:
      - Chi è? Oh! la balia della Paurosa. Mamma, mamma! C'è la balia della Paurosa co' una bella giovanotta. Trattenetele, veh! stasera. I' vo' dormire con quella bella giovanotta.
      E via! a furia giù per le scale a aprire e a menare le du' donne in un salotto da su' madre.
      La signora, tutta stizzita a un simile tramestìo, badava a bociargli:
      - Smettila e vattene di qua. Nun esser tanto ardita e di' piuttosto alla Paurosa che vienga dalla su' balia.
      La Paurosa, doppo un bel pezzo, si fece vedere; ma pareva in sulle spine, con gli occhi stralunati e la voce tremolente; durò fatica a salutare la vecchia e subbito disse:
      - I' ho paura delle gente; compatitemi, e' nun è colpa mia; 'gli è il mi' naturale. Quand'i' son fora di cambera mia tutto mi fa paura. Addio, addio!
      E scappa, e la signora rimbrontola pure la poera balia.
      Infrattanto s'era fatto buio, e la signora volse che le donne cenasseno e dormissano lì nel palazzo, e il Re lo messano in una cambera a lato a quella della Paurosa.
      Sarà stato tra la mezzanotte e il tocco che il Re sentiede un rumore e si svegliò, e avendo aperti gli occhi vedde luccicare le fessure della bussola di cambera della Paurosa, sicché per cognoscerne la ragione sdrucola pian pianino dal letto e va a guardare al buco della chiave.


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Sessanta novelle popolari montalesi
di Gherardo Nerucci
Editore Le Monnier Firenze
1880 pagine 665

   





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