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      - Guai a te se ti movi! - la mi disse allora cambiando modo di voce, e lasciandomi libero di movermi, come sicura che il suo cenno avrebbe bastato a farmi star quatto - mi fai andar in collera; ti dico che voglio scendere senza lume! io son coraggiosa, io non ho paura di nulla! io voglio andare come voglio io!
      - E se poi ti succede di inciampare, o di perderti pei corritoi!
      - Io inciampare o perdermi?... Sei matto?... Non son mica nata ieri!... Addio, addio Carlino. Ringraziami perché sono stata buona di venirti a trovare.
      - Oh sí, ti ringrazio, ti ringrazio! - le dissi io, col cuore slargato dalla consolazione.
      - E lascia che io ringrazi te; - la soggiunse, inginocchiandomisi vicino e baciuzzandomi la mano - perché seguiti a volermi bene anche quando son cattiva. Ah sí! tu sei proprio il fanciullo piú buono e piú bello di quanti me ne vengono dintorno, e non capisco come non mi castighi mai di quelle malegrazie che ti faccio qualche volta.
      - Castigarti? perché mai, Pisana? - io le andava dicendo. - Levati su piuttosto, e lascia che ti faccia lume, che cosí al freddo puoi ammalarti!
      - Eh! - sclamò la piccoletta. - Sai pure che io non mi ammalo mai! Prima di andar via voglio proprio che tu mi castighi, e che mi strappi ben bene i capelli per le cattiverie che ho commesse contro di te. - E la mi prendeva le mani mettendomele sulla sua testolina.
      - Ohibò! - diceva io ritraendole - piuttosto ti bacerei!
      - Voglio che tu mi strappi i capelli! - soggiunse ella riprendendomi le mani.
      - Ed io invece non voglio!


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Le confessioni d'un Italiano
di Ippolito Nievo
Einaudi
1964 pagine 1253

   





Carlino Pisana