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      Ora quando un cotal amore è divenuto un tormento, che si tratta di fare per guarire? Studiarne le origini, guardarne la fonte piú in noi stessi che in altrui. Fu un inganno, fu un granchio preso; ecco tutto. Rialzati e ti si porgerà il destro di coglierlo un'altra volta, se sarai debole tanto da degnarti!...
      - Capisco - entrò egli a dire amaramente - capisco, amico mio, cosa mi domandi. Credi che io pure a mia volta non ti abbia conosciuto?... Ti ho perduto di vista in seguito, ma dapprincipio mi era accorto che tu pure amavi la Pisana. Figurarsi se doveva prendermi soggezione d'un fanciullo!... Ora poi che sei grande roseo tarchiato intendi accampare i tuoi diritti, e ti garba meglio accamparli contro un avversario che contro a due! Vieni a dirmi pietosamente: "Ritirati pel tuo meglio; me ne saprai grado: vedi le mie spalle? esse hanno speranza e forza di recarti al cataletto". Non è vero che questo è il sugo del tuo ragionamento?
      - No, non è vero! - sclamai, compassionando in questi ingiusti sospetti la tormentosa diffidenza del malato. - Non è vero, Giulio, e tu lo sai ch'io non son capace d'una frode, e ch'io non m'abbasserò mai a pregar un rivale!... Ah, lo sapevi dunque?... Sí, io ho amato la Pisana quand'era fanciullo; non voglio nasconderti nulla, io la amo ancora; e per questo appunto mi duole di vederla inesorabile contro di te!
      - Inesorabile? lo credi dunque! - gridò egli afferrandomi convulsivamente la mano.
      - Inesorabile come chi non ricorda, come chi non vede - io soggiunsi.


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Le confessioni d'un Italiano
di Ippolito Nievo
Einaudi
1964 pagine 1253

   





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