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      - Sono una Corinna molto pallida, una Saffo assai magra! - diss'ella ridendo ancora. - Mi sembra quasi esser diventata inglese, che somiglio una cavalletta! ma ho guadagnato in idea aristocratica.
      - Avete guadagnato in tutto - soggiunse Lucilio infervorandosi sempre piú. - L'anima vostra trasparente dal pallore del viso vi ringiovanisce e vi impedirà di diventar mai vecchia!... Chi giurasse che avete venticinqu'anni potrebbe esser creduto!...
      - Sí, sí, ora che è morto il povero Piovano che m'ha battezzata! Sapete ch'è una gran malinconia il trovar la nostra vita sempre piú cinta e ombrata da sepolcri! Ormai la prima fila è andata quasi tutta. In prima fila siam noi.
      - Ma non tremeremo al fuoco, siatene certa. Né voi né io né Carlo abbiamo la smania di vivere. Abbiamo tre tempere differenti ma che s'accordano meravigliosamente in questo di esser ubbidienti e rassegnate alla natura. Bensí la mia propria natura mi comanda di spender bene e di usare spietatamente la vita. Voglio proprio cavarne ogni succo, e far come dei vinacci i quali, poiché ne fu spremuto il vino, si torchiano ancora per estrarne l'olio.
      - E ne avrete guadagnato?
      - Assai! d'aver fatto fruttificare ogni mio talento e d'aver offerto un buon esempio a quelli che verranno.
      Io approvai del capo, ché quella teoria del buon esempio mi avea sempre frullato entro come un ottimo negozio: e me ne fidava piú che dei libri. La Pisana soggiunse ch'ella per verità in tutte le sue cose non aveva mai pensato alla gloria di trovar imitatori ma che si era data con tutta l'anima al sentimento che la trasportava.


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Le confessioni d'un Italiano
di Ippolito Nievo
Einaudi
1964 pagine 1253

   





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