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      Sua Eccellenza Navagero stava al solito né morto né vivo; sempre colla Clara al capezzale quand'ella non aveva da recitare le Ore e le Compiete: allora, morisse anche, non voleva saperne. Il vecchio Venchieredo era morto finalmente ed avea lasciato a suo figlio una sostanza cosí imbrogliata che non avea speranza di cavarsene con quella sua testa balzana e spensierata; bisbigliavano che Raimondo si potesse sposare colla primogenita di Alfonso Frumier il quale peraltro stentava a largheggiar nella dote. Del resto le cose al solito; il paese indifferente, taluni svagati dai divertimenti, altri allettati dalle paghe; nessun commercio, nessuna vita. I processi politici avevano messo gran malumore nelle famiglie senzaché la comune della gente se ne avvedesse; solamente questa seguitava a lamentarsi della coscrizione; ma son malanni tolti appoco appoco dall'abitudine, massime quando il farsi soldato vuol dire mangiare una buona minestra col lardo, e fumare degli ottimi cigarri alle spese di chi s'abborraccia di polenta e non fuma altro che cogli occhi lagrimosi sotto la cappa del camino.
      - E a Cordovado? - domandai io.
      A Cordovado ci aveano piú scarse novità che in ogni altro sito, se si eccettui la pazzia dello Spaccafumo che diceva esser assalito dagli spiriti e li stornava sempre colla mano a destra e a sinistra. Questa preoccupazione lo menò poi a capitombolare nel Lemene dove un bel mattino lo trovarono annegato. Ma si credette che i troppi bicchierini d'acquavite ingollati ne avessero per lo meno tanta colpa quanto gli spiriti.


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Le confessioni d'un Italiano
di Ippolito Nievo
Einaudi
1964 pagine 1253

   





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