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      stuol delle guardie, e comandarle. A luipresteran più che ad altri obbedïenza:
      perocché delle guardie è capitanoTrasimède suo figlio, e Merïone
      d'Idomenèo l'amico, a' quai commesso
      è delle scolte il principal pensiero.
      E che poi mi prescrive il tuo comando?
      (replicò Menelao). Degg'io con essirestarmi ad aspettar la tua venuta?
      O, fatta l'imbasciata, a te velocetornar? - Rimanti, Agamennón ripiglia,
      tu rimanti colà, ché disvïarcinell'andar ne potrìan le molte strade
      onde il campo è interrotto. Ovunque intantot'avvegna di passar leva la voce,
      raccomanda le veglie, ognun col nomechiama del padre e della stirpe, a tutti
      largo ti mostra d'onoranze, e ponil'alterezza in obblìo. Prendiam con gli altri
      parte noi stessi alla comun fatica,
      perché Giove noi pur fin dalla cuna,
      benché regi, gravò d'alte sventure.
      Così dicendo, in via mise il fratellodi tutto l'uopo ammaestrato; ed esso
      a Nestore avvïossi. Ritrovollodavanti alla sua nave entro la tenda
      corco in morbido letto. A sé vicinearmi diverse avea, lo scudo e due
      lung'aste e il lucid'elmo; e non lontanagiacea di vario lavorìo la cinta,
      di che il buon veglio si fasciava il fiancoquando a battaglie sanguinose armato
      le sue schiere movea; ché non ancoraalla triste vecchiezza egli perdona.
      All'apparir d'Atride erto ei rizzossisul cubito, e levata alto la fronte,
      l'interrogò dicendo: E chi sei tuche pel campo ne vieni a queste navi
      così soletto per la notte oscura,
      mentre gli altri mortali han tregua e sonno?
      Forse alcun de' veglianti o de' compagnivai rintracciando?


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Iliade
di Homerus (Omero)
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