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      Quanto son belli e poetici i seguenti proverbii, e quant'altezza di sentire manifestano in Calabria! La zitella Ŕ santa come un altare. L'uomo che gitta un cattivo pensiero nell'anima di una zitella Ŕ simile al Demonio che vers˛ il male nel paradiso terrestre. Tre sole cose hanno fragranza in questo mondo, il fiato del fanciullo, della zitella e del vitellino lattante.
      Fino ai sette anni i due sessi vivono confusi: comune il salto, la lotta, il gioco, la colezione, ed il maestro; ed in quell'etÓ si gettano i semi d'un'amicizia innocente, che in seguito germogliando sarÓ amore. Sii mia comare, dice il ragazzo alla ragazza; e quella si svelle un capello, ne mette un capo in mano al piccolo maschio, ed ambedue tirano e quindi lo spezzano. Sii mio compare, dice la ragazza al ragazzo; e il ragazzo piglia un piccolo ciottolo; egli vi sputa, ella vi sputa, il ciottolo si lancia pi˙ lungi che si pu˛, e la nostra amicizia, gridano entrambi, cessi quando si troverÓ quel ciottolo. Facciamoci compari, dicono il ragazzo e la ragazza, ed entrambi o vestono a guisa di bambino un fascio di puleggio e lo battezzano; o nel giorno di S. Giovanni si mandano un regalo di fiori, che si dice ramaglietto, parola cugina all'altra di ramaglia, che in Arezzo vale ripoliture degli alberi. Di qui nascono l'espressioni compare di capello, compare di pietra, compare di bambino e compare di ramaglietto; e quando si dice ad una donna: Tu sei bella come un ramaglietto, non si ha altro che aggiungere. Questi costumi sono poesie, sono simboli, sono metafore in atto; e trovansi presso tutti i popoli primitivi, non ancora corrotti, non ancora divenuti prosa.


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Persone in Calabria
di Vincenzo Padula
Parenti Editore Firenze
1950 pagine 319

   





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