Pagina (46/319)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Vi sono in alcune regioni parecchi detenuti che non appartengono a nessuna autoritÓ! Non al Prefetto, non al Generale, non al Procuratore Regio: nessuno di costoro ne ha ordinato l'arresto, nessuno di costoro sa che quell'arresto sia stato eseguito. Il fatto ne viene assicurato da tale, a cui abbiamo mille ragioni di aggiustar fede; e noi per onore di questo governo che tanto ci Ŕ a cuore denunciamo questo scandalo che oltraggia le fondamenta della Costituzione, perchÚ tutte le autoritÓ civili e militari si informino se sia vero, e lo facciano sparire.
      Quando noi girammo le mura esteriori delle prigioni ci venne all'orecchio una canzone. La poesia figlia di Dio Ŕ il primo bisogno sÝ nella gioia, e sÝ nel dolore; e noi udendola dal primo all'ultimo verso la ritenemmo a memoria, ed Ŕ questa:
     
      Jetti (and˛) na petra allu mari perfunnuLu juornu c'allu cÓrciuru trasivi.
      CÓrciaru, (amaru iu!) quantu si' funnu!
      Sipoltura di muorti, iu ci st˛ vivu.
      Vorra sapiri chi n'Ŕ de stu munnu,
      E si l'amici mia su muorti o vivi.
      O aria, chi subbierni (sei sopra) tuttu u munnu!
      LibertÓ bella, cumu ti perdivi!
     
      - Buona donna che fili, chi sono quei carcerati? - Sono, mi rispose la vecchia, i carcerati della polizia. - Alla parola polizia noi che fummo vittime della polizia borbonica, noi che odiamo ogni cosa, l'iniziale del cui nome fosse p, anche pane, anche il prosciutto, piangemmo, e frememmo. Il Prometeo incatenato di Eschilo quando invoca gli elementi non ha espressione sublime al par di quell'O aria che governi il mondo!


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Persone in Calabria
di Vincenzo Padula
Parenti Editore Firenze
1950 pagine 319

   





Prefetto Generale Procuratore Regio Costituzione Dio Prometeo Eschilo