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      In gennaio ci dice, che devono cominciarsi i maggesi per dar luogo al suolo d’impregnarsi dell’azoto e dell’ossigeno, principii tanto necessarii alla vegetazione del vasto regno de’ vegetabili, il primo che appresta il materiale al glutine delle fibre, ed il secondo agli acidi tutti vegetabili, e del carbonio, materiale molto adattato a compire la parte lignacea delle piante tutte.
      Noi preghiamo l’autore a riflettere, che il laboratorio chimico della natura è aperto in tutti i mesi, onde ciò ch’egli dice, non prova che deve cominciarsi a fendere la terra in gennaio, piuttosto che in marzo, o in novembre.
      Vorrebbe avvertiti i nostri agricoltori a non travasare, come soglion fare, i vini in gennaio, perchè il vino prima d’esser travasato deve compire l’ultima fermentazione, che è lo sprigionamento della potassa, e del tartaro, i quali principj sono considerati come l’utile cresce della fermentazione; e separando il vino pria del fermento da detti principj, si inabilita a compire la fermentazione, ultima elaborazione per lo sprigionamento del nocivo gas-acido carbonico, il quale lo rende duro, insoffribile, e dannoso all’equilibrio della sanità umana.
      Che non debbono travasarsi i vini prima di marzo per non toccare l’utile cresce, e correre rischio che l’azione del calore dell’atmosfera, che fra noi non è certo straordinario, unita a quella dell’utile cresce metta di nuovo in fermento il liquore, e lo mandi sicuramente in malora, è questa una teoria, che ci giunge affatto nuova.
      In febbraio l’autore ci suggerisce i precetti sul buon governo degli stalloni, ai quali vuole che si dia ai 15 di gennaio, l’erba sativa, o sia medica, ed un pochettino di pane e vino la mattina prima di cominciare a funzionare da padre.


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Calendario dello agricoltore siciliano
di Niccolò Palmeri
Tipogr. Pensante Palermo
1883 pagine 189