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      Ma non andò guari che alla bollente anima venne quell’ozio e quel soggiorno in fastidio. Finse che l’oracolo aveagli imposto di ritornare in Sicilia, e fabbricare una nuova città sulla sponda bagnata dal mar tirreno, in quel sito che si diceva Bel lido. Molte famiglie corintie lo seguirono. Come giunse, i Sicoli in gran numero a lui si unirono, frai quali Arconide, principe degli Erbitani. Con tali ajuti fabbricò nella Olimpiade 83 (448 a. C.) presso il fiume Chydas, detto oggi Rosmarino, la città che dalla bellezza del lido fu detta Calatta (21). Ma la morte venne ivi a poco a por fine ai vasti disegni di lui.
      Il ritorno di Deucezio suscitò una guerra intestina. Gli Agrigentini, i quali a malincuore aveano tollerato, che i Siracusani, senza il consenso loro, avessero dato il perdono al comune nemico, stizziti maggiormente dal ritorno di lui, nell’anno 3 della 83 Olimpiade (446 a. C.), loro mossero guerra. Tutte le città greco-sicole presero parte o per l’una o per l’altra delle due repubbliche. I Siracusani corsero incontro ai nemici sino ai fiume Imera. Si venne alle mani. Gli agrigentini furono rotti; si acchinarono a chieder la pace; Siracusa la diede.
      III. - Insuperbiti dalla vittoria i Siracusani, rivolsero il pensiero a sottomettere Trinacia, sola città dei Sicoli, che restava ancora indipendente. Era essa famosa per la sua ricchezza, per la sua potenza, pel gran numero dei cittadini, d’alto legnaggio, di gran senno, di gran cuore. Avvegnacchè soli, non si spaventarono i Trinacini.


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Somma della storia di Sicilia
di Niccolò Palmeri
Editore Meli Palermo
1856 pagine 1468

   





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