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      Tale era la legge detta geronica dal nome del re che la stanziò (75). Non diremo noi che il regolamento era ottimo. Il buono delle civili istituzioni è sempre relativo ai tempi, ai luoghi. La prosperità dei popoli è effetto della somma di più cagioni, delle quali molte sono ignote, molte mal calcolate e molte di per se sole produrrebbero forse un effetto tutto contrario. Ma è certo, che opulentissimo era il regno siracusano, e fiorentissima ne era l’agricoltura.
      VIII. - Noi non possiamo conoscere in che l’agricoltura d’allora era superiore alla presente; ma fatti incontrastabili dimostrano quanto lo sia stata. E ciò sono le straordinarie opere e i larghi doni di quel principe, che dalle produzioni della terra traeva quasi in tutto la sua rendita.
      Ne’ lunghi assedî d’Agrigento e Lilibeo da Gerone ebbero le armate e gli eserciti romani ogni maniera di vitto. Venuta Roma in guerra coi Galli cisalpini, lo stesso re somministrò alla repubblica tutto il frumento necessario per l’esercito, contentandosi d’averne pagato il prezzo alla fine della guerra. Gran copia di frumento donò egli al popolo romano nella celebrazione de’giuochi secolari, l’anno 517 dalla fondazione della città, 4o dell’Olimpiade 135 (237 a. C.). Dopo la famosa rotta de’ Romani al Trasimeno, spedì re Gerone ambasciatori a Roma, per condolersi della disgrazia, i quali presentarono il senato di una vittoria di oro del peso di trecentoventi libbre (76); di trecentoventimila moggia di frumento e dugentomila di orzo (77); e di alcune schiere di arcieri e frombolieri.


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Somma della storia di Sicilia
di Niccolò Palmeri
Editore Meli Palermo
1856 pagine 1468

   





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