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      Lo sdegno guerriero attutò la febbre del conte. Rimesso in sella, corse nel più folto della mischia. La sua presenza, la sua voce, il suo braccio valsero ai Normanni una giunta di forze. Duceano cadde per mano di lui, l’esercito greco fu da per tutto rotto e fugato. Quasi tutta la Puglia venne in potere del conte.
      Giunta in Normandia la fama delle gloriose azioni e delle conquiste de’ primi figliuoli del conte d’Altavilla, i fratelli minori, tranne i due ultimi, che ancora non erano in età dì trattar le armi, con numeroso seguito di parenti, d’amici e venturieri, a’ primi vennero ad unirsi e tutti ebbero dal Conte castelli, feudi e signorie (157).
      VIII. - Morto il conte Guglielmo Braccio di ferro, Drogone suo fratello fu salutato conte di Puglia. Una congiura in questo si ordiva dai Lombardi per mettere a morte tutti i Normanni a tradimento. Dimorava il conte Drogone nel castello di Montolio, e solea tutti i giorni sul far dell’alba recarsi in chiesa. Un Riso, che suo familiare e compare era, nascostosi con alcuni compagni in quella chiesa, come il conte vi entrò, lo uccise a piè dell’altare. Altri in altre parti furono morti; ma coloro, che restarono, ne trassero aspra vendetta. Fallito quel colpo, i lombardi chiamarono in loro ajuto papa Leone IX. E, perchè la potenza de’ Normanni cominciava a dar ombra ai romani pontefici, papa Leone s’accinse a cacciar dall’Italia quei guerrieri che avevano già esteso dominio contermine al suo; mettendo avanti la pretensione, che a lui si apparteneva il paese conquistato dai Normanni.


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Somma della storia di Sicilia
di Niccolò Palmeri
Editore Meli Palermo
1856 pagine 1468

   





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