Pagina (1227/1468)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Cantato il Te Deum, continuò la messa, ed all’offertorio il re scese dal soglio ed offrì all’altare tredici monete d’oro colla sua effigie, del valore di cinque once l’una, e novantadue doppie (658). Finita la messa, il re collo stesso accompagnamento, portando la coronazione in testa e lo scettro in mano ritornò al real palazzo.
      La sera poi si vece vedere a cavallo con gran seguito di nobili, ognun de’ quali era accompagnato da paggi con torchi di cera accesi. Con tal corteggio venne godendo del magnifico spettacolo, che mostrava per ogni dove la città. Oltre la pubblica luminaria, tutte le case, non che quelle de’ signori, ma de’ privati cittadini, eran parate di ricche arazzerie, ornate di trofei e di emblemi analoghi alla coronazione del re e illuminate con numerosi torchi di cera. Tutti i begl’ingegni furono messi alla prova, per inventare macchine, imprese e motti. Le case religiose, i monasteri, i seminari, i collegi di tutti gli artieri gareggiarono nel far pubbliche dimostrazioni di gioja. Da per tutto vedeansi ingegnose macchine allusive alla congiuntura con gran profusione illuminate. Si distinsero fra gli altri gli orafi e gli argentai, i quali eressero nella piazza del Garraffello una mole quadrata alta quaranta palmi, ornata di statue, fatta tutta d’argento; sovr’essa sorgea la statua del re dello stesso metallo, sopra uno zoccolo gremito d’ogni maniera di gioje; tutti i preziosi utensili, che quegli artieri aveano in vendita, furon posti con bell’ordine presso gli angoli del basamento e vi formavano quattro alte piramidi.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Somma della storia di Sicilia
di Niccolò Palmeri
Editore Meli Palermo
1856 pagine 1468

   





Te Deum Garraffello