Pagina (26/291)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Allor fu che la folgor mi colpiva,
      E ogni mortal mio giubilo andò franto,
      E in man mi vidi d'avversario forte,
      Me condannante a duri ceppi o morte.
     
      Oh lunghi di catene e d'infinitiStrazi del core inenarrabili anni!
      Ed oh! com'anco in giorni sì abborritiMia fantasia godea sciogliere i vanni,
      E fingersi ogni sera entro i graditiTempli, ed ivi esalar gli acerbi affanni!
      Poche amate persone e i patrii altariErano allora i miei pensier più cari!
     
      Oh quai mi parver secoliQue' primi anni di duolo,
      In che fra mura squallideVissi cruciato e solo!
     
      Nè mai con altri suppliciSorgea la prece mia,
      Ed il desìo del tempioLa pace a me rapìa!
     
      Mi si pingeano i fervidiReligïosi incanti,
      Le grazie che sfavillanoD'in sugli altari santi:
     
      E di Davidde i gemiti,
      E gli avvivanti lumi,
      E le armonie dell'organo,
      E i mistici profumi,
     
      E l'ineffabil agape,
      Ove il Signore istessoPasce e solleva ad inclite
      Speranze l'uomo oppresso.
     
      Allor la vil perfidiaDel mondo io ricordando,
      Dare ai profani giolitiGiurava eterno bando,
     
      E con insonni pàlpebre,
      E con preghiera accesaChiedea versar mie lagrime
      Ancora entro una chiesa.
     
      Mi sovvenian le placide,
      Ombre de' monasteri,
      E le velate vergini,
      Ed i romiti austeri:
     
      E tormentosa invidiaPrendeami di que' petti
      Ch'appo gli altari effondereDoglia potean e affetti.
     
      Ma in quella mia nel carcereBrama de' sacri ostelli,
      Söavi sensi teneriPur si mescean novelli.
     
      Rendeva al Cielo io grazieChe i genitori amati
      Piangere almen potesseroAnzi all'altar prostrati.
     
      Anzi all'altar che ai miseriSol può istillar virtute,
      Che rïalzar può l'anime


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Poesie inedite
di Silvio Pellico
Tipografia Chirio e Mina Torino
1837 pagine 291

   





Davidde Cielo