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      Con fantasia più generosa e bella:
      L'ineffabil poter del santo ritoAvermi parea dato alma novella:
      Ed intero quel dì lieto scioglieaDi David gl'inni, ed inni altri tessea.
     
      Oh facoltà di poëtar gioconda,
      Ma più negli anni orribili del lutto,
      Quando forza divina il core inondaE d'eccelsi pensier lo infiamma tutto!
      Quando nell'uom tal grazia sovrabbondaChe a benedir sue croci indi è condutto!
      Face di poesia! senza una chiesa,
      No, non saresti in me rimasta accesa!
     
      E se tal possa amabil dell'ingegnoIn me si fosse per dolore estinta,
      Languito avrei d'ira e superbia pregno,
      O l'alma a vil furor sariasi spinta:
      Della vita un frenetico disdegnoSpesso prendeami in tanti mali avvinta,
      Poi la luce de' sacri inni tornando,
      Io riponea l'empio disdegno in bando.
     
      Il mortal che in mestizia s'inabissa,
      E fero soffre ineluttabil danno,
      Sempre in oggetti d'ira il guardo affissa;
      Ogni umano gli par vile o tiranno;
      L'altrui virtù al suo torbo occhio s'ecclissa;
      In tutti sogna i benefizi inganno;
      E fraterna pietà posta in obblio,
      Disama e niega e maledice Iddio.
     
      Filosofar s'immagina il frementeCalunnïando il mondo e il Créatore;
      Ma chiudendo a' pensieri alti la menteTutto mira a traverso empio livore,
      Bugiarda estima ogni men atra lente;
      Satana è il suo maestro e il suo autore;
      Armi date e coraggio a quell'ossesso,
      Ed eccol trucidare altri o sè stesso.
     
      Vicino a quella infame insania giacquiPiù d'una volta a' giorni incarcerati;
      Ed allor tetramente mi compiacquiRicordando que' libri sciagurati,
      Che nell'audace secolo in cui nacqui


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Poesie inedite
di Silvio Pellico
Tipografia Chirio e Mina Torino
1837 pagine 291

   





David Iddio Créatore