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      Una piccola casetta tutta bianca spiccava nel mezzo, avendo una bella terrazza al disopra del portico che precedeva la porta. Le finestre erano illuminate. Ma il servo che venne ad aprirmi, mi arrestò prendendo il cavallo per la briglia. Intanto la tempesta raddoppiava. Il servo m'offrì da mangiare e da bere. Rifiutai. Domandai a chi appartenesse quella casa, mi rispose:
      - A Caius Crispus, comandante la cavalleria della 12.a legione.
      - È egli qui?
      - È ad Antiochia.
      - La casa per altro è abitata?
      - Sì, da sua moglie: ed ecco perchè a quest'ora non si lascia entrar nessuno.
      - Come chiami tu la tua padrona?
      - Ida.
      - È giovane?
      Il servo non mi rispose e fu l'ultima domanda che mi permise di rivolgergli. Si vegliava nondimeno nella casa, poichè io vedeva disegnarsi e muoversi delle ombre dietro le finestre. Scorse una lunghissima ora. La tempesta si calmò. Vidi allora passare sul terrazzo una figura di donna che veniva probabilmente ad assicurarsi se la pioggia era cessata. Rientrò presto; e un quarto d'ora dopo vidi un uomo ravvolto in un oscuro mantello, uscire, passare a diritta nel giardino, aprire una porta segreta e partire. Volli andarmene anch'io nell'istesso tempo. Lo schiavo mi trattenne. Cinque minuti dopo, udii lo scalpitare dei cavalli che passavano di galoppo dinanzi alla casa, dirigendosi verso Gerusalemme. Un quarto d'ora più tardi il servo si decise ad aprirmi la porta e lasciarmi partire alla mia volta. Il temporale era cessato.
      Ogni sorta di fantasie mi danzava nel capo.


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Memorie di Giuda
di Ferdinando Petruccelli della Gattina
Editore Treves Milano
1883 pagine 551

   





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