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      Occorrerà lasciarti stagionare una coppia di giorni forse?
      Tutti rincarivano in queste buffonerie. Ma una interrogazione primeggiava su tutte.
      - Come mai può egli dare da mangiare la sua carne?
      Gesù, ostinandosi nel suo singolare paradosso, rispose:
      - Sì, sì, se voi non mangiate la carne del Figlio dell'uomo, e se non bevete il suo sangue, non avrete più in voi la vita. Quello che mangia la mia carne e beve il mio sangue è in possesso della vita eterna, ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perocchè la mia carne è veramente un nutrimento ed il mio sangue una bevanda. Colui che mangia la mia carne e beve il mio sangue, dimora in me, ed io in lui. Ora siccome io vivo pel Padre che mi ha mandato, così quello che mi mangia vive per me. Ecco il pane che è sceso dal cielo. Questo pane non è come la manna che i vostri padri hanno mangiata, e che non li ha impediti di morire. Colui che mangerà di questo pane vivrà eternamente.
      - Traduci ora tutto ciò a portata del senso comune, soggiunse Bar Abbas.
      Il Rabbì, stanco di tante obbiezioni, d'avere sì a lungo parlato, egli che aveva la parola corta, d'avere fatto un sì grande imbroglio di parole, egli che per solito era chiaro e pratico, scese dalla piattaforma, e venne a sedere in mezzo ai suoi discepoli. Uno fra essi, pescatore dalla faccia di granito fortemente delineata, profondamente bronzata, mormorava fra sè stesso ad alta voce:
      - L'è un po' troppo! l'è un po' troppo! come si fa a sentire tranquillamente simili frascherie?76
      Gesù l'intese borbottare e gli rispose:


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Memorie di Giuda
di Ferdinando Petruccelli della Gattina
Editore Treves Milano
1883 pagine 551

   





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