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      Dissi a me stesso: ecco il mio uomo, se vuol essere un uomo! L'ardire, la calma, la tenacità, la franchezza, la finezza, la frase misteriosa, l'accento seducente, lo sguardo fascinatore, la poesia.... nulla gli mancava per dare alla plebe un'anima ed un braccio.
      Siccome il Rabbì, immerso nei suoi pensieri, continuava a tacere, io gli dissi:
      - Rabbì, ero questa mane alla sinagoga. E' sono stati implacabili.
      - Bisogna scusarli; non m'hanno compreso, rispose Gesù con dolcezza.
      - Non t'hanno compreso, e non era poi molto facile il comprenderti. Ad ogni modo, la cosa è spiacevole, perocchè sono dei malintesi che divengono talvolta fatali. Un mio fido ha vôlto la cosa in ischerzo. Le sue buffonate hanno soffocata e stornata la collera che si accendeva negli occhi di quei sozzi bigotti. Senza ciò, non so' come il tuo parashà avrebbe finito.
      - Il popolo principia sempre per mormorare e finisce quasi sempre coll'adorare. Ma chi sei tu che così t'interessi a me?
      - Da questa mane, sono tuo discepolo.
      - Mio discepolo? Sai tu dunque ciò che occorre per esserlo? La regola è dura: io sono assorbente come la donna.
      - Dimmi le prove che esigi.
      - Lascierai tuo padre.
      - È morto.
      - Tua madre.
      - Ahimè! la povera donna mi vede sì di raro, e mi desidera così tiepidamente.
      - Lascierai tua moglie.
      - Non ne ho.
      - Lascierai i tuoi fratelli e le tue sorelle.
      - Non ho fratelli. La mie sorelle pensano ai loro figli, ai loro mariti.
      - Venderai quanto possedi, e lo darai ai poveri.
      - Non ho d'uopo di vendere nulla, e farò qualche cosa meglio che dar i miei beni ai poveri.


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Memorie di Giuda
di Ferdinando Petruccelli della Gattina
Editore Treves Milano
1883 pagine 551

   





Rabbì Gesù