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      Riconobbe Ida.
      Questa vista finì di abbatterlo, poichè sapeva il terribile pericolo che minacciava quella giovine disgraziata.
      - Cosa vuoi da me? sclamò il Rabbì. Fuggi, sparisci dalla terra, infelice, se la terra ha ancora un angolo da ricoverarti.
      Ida s'ingannò sul senso delle parole di suo fratello, che pensava alle minaccie di Claudia.
      - Fratello, rispose, io non vengo a chiederti una misericordia che non puoi avere per me. Io vengo a dirti alla mia volta: fuggi, fratello, lascia questa città maledetta ove si cospira la tua morte.
      - Lo so e ci resto, replicò il Rabbì. Che vuoi, allora?
      - Ciò che io voglio? ma io son dunque meno di una straniera per te? Tu che hai avuto una parola di grazia per la donna adultera, una parola di tenerezza per la donna di Samaria, una parola di perdono per la peccatrice di Magdala, una parola di pietà per la fanciulla pagana di Tiro, non hai dunque nulla per la figlia di tua madre, che peccò perchè amava? Fratello, se sono nell'abisso, a chi il compito di farmene uscire? Fratello, nel mio ritiro, ho seguito tutti i tuoi passi, mi son fatta ripetere tutte le tue parole; io credo in te: salvami. Tutti m'hanno abbandonata.
      - Che posso io fare per te, figlia del dolore? L'avvoltoio ha il suo nido, la volpe la sua tana, il sciacallo il suo buco, la tigre la sua caverna; il figlio dell'uomo non ha un sito ove riposare il suo capo. Posso io domandare l'ospitalità nella casa dell'onore, per la figlia della colpa?
      - Devo dunque perdermi, od uccidermi?
      - Non c'è in tutto il mondo per te, che un solo rifugio: le braccia di tua madre.


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Memorie di Giuda
di Ferdinando Petruccelli della Gattina
Editore Treves Milano
1883 pagine 551

   





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