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      Si era rimarcato che il mio cavallo era ancora alla scuderia. Dunque, io era in trappola. Il capitano fece un'ultima intimazione, dichiarando, che egli stava per rovesciar tutto, anche i muri, e si chiamò un chiavaio.
      Quest'artefice arrivò. Il capitano gli ordinò di aprire.
      - Piano, piano, prese a dire allora il mio eccellente zio; la legge è la legge, mio vecchio amico, ed essa è legge per tutti. Voi dovete entrar lì dentro per affar di servizio. A meraviglia. Io lo desidero più che voi, per abbracciare il marchese mio nipote. Un deputato che va al Parlamento, cappita gli è interessante di essere zio di codesto, capite! Ma facciamo le cose in regola, senza che, io mi costituisco parte lesa, e vi chiamo responsabile di tutte le irregolarità. L'articolo 23 della Costituzione dice: "il domicilio è inviolabile". Per l'articolo 38 poi, i deputati sono sottratti alla giurisdizione del potere giudiziario, civile e militare, senza il consentimento previo della Camera. Ora, chi sa, mio vecchio amico? Vi sarà ancora un Parlamento a Napoli: avete visto nella Gazzetta officiale del Regno, che è stato convocato....
      Il capitano impallidì. Si trovava preso tra un telegramma del ministro e due articoli dello Statuto. E' fece chiamare il sindaco.
      Questo funzionario era lungo e sottile come un filo di telegrafo elettrico, strangolato nella sua cravatta, muto come una buca da lettere, notaio di professione, suonando l'organo alla chiesa per un salario di ventiquattro carlini l'anno. Egli giunse alla fine, tirandosi a rimorchio il giudice di pace ed il di lui piede sinistro addolenzito dalla podagra.


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Le notti degli emigrati a Londra
di Ferdinando Petruccelli della Gattina
Editore Treves Milano
1872 pagine 346

   





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