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      L'abate di Cluny celebrò la messa. I campioni l'udirono, giurando sull'ostia della comunione di non fare per niun modo uso di ciurmerie e d'invocazioni diaboliche onde vincere la prova. Dopo, l'abate si recò al suo posto, i campioni alla tenda.
      Innanzi di essersi cimentato alcuno non poteva assistere allo sperimento dell'altro.
      Ciò stabilito le trombe suonarono e la lizza si aprì.
      Primo ad entrarvi fu il milite chiamato Romualdo. Un compagno di armi gli recò grosso ferro di cavallo ben compatto, ben chiuso, saldo, non forato. Romualdo andò dritto a presentarlo ai giudici, perchè minutamente l'osservassero, poi lo presentò al popolo, fitto e numeroso, che si addossava allo steccato, recandolo in giro. Egli aveva le maniche del ghiazzerino di bufalo rimboccate fino al gomito; portò il ferro sempre alzato in alto perchè di frode non si dubitasse. E come lo ebbero tutti veduto, Romualdo ritorna presso la bigoncia dei commissari, e lo lancia iteratamente in alto, facendo che netto risuonasse al suolo. Poi lo riprende, lo rileva novellamente sulla testa perchè tutti lo rivedessero intero, lo abbranca tra ambo le mani, ed in due secondi senza sforzo, senza alterare il colore del viso, come avesse rotta una ciambella, in due lo spezza, giusto nel mezzo, ed ai giudici presenta i due pezzi, con lo stesso garbo, con la stessa celerità che avrebbe messa un cerretano a fare scomparire due bossoli.
      - Bravo! bravo! grida la plebe: ed i giudici stessi lodarono sì la sua forza che la sua destrezza.


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Il re dei re
Convoglio diretto nell'11. secolo
di Ferdinando Petruccelli della Gattina
Editore Daelli Milano
1864 pagine 522

   





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