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      Dappoichè i menestrieri cominciavano già a dettare ed a promulgare gli statuti di galanteria, e quel codice che regolar dovea un po' più tardi il vivere civile dei cavalieri e delle dame.
      Queste Tenzoni però non rischiararono niente più lo spirito di monsignore. Preoccupato e' mangiava, e scarsa parte prendeva al diletto di altrui. Per lo che il tripudio dello stravizzo illanguidì, malgrado gli apotegmi spropositati degli istrioni, i canti dei buffoni, le carole delle damigelle, e le goffaggini di San Gaudioso. Infine la cena terminò. L'arcivescovo saluta allora la brigata per ritirarsi, e fa cenno a Baccelardo di seguirlo.
      Entrarono in uno scompartimento della tenda, destinato al letto dell'arcivescovo. Vi avevano rizzato un padiglione di damaschi a nappe d'oro, che covriva una specie di ottomana. Due paggi di quattordici anni, inanellati e svenevoli, e due fanciulle bellissime e scollacciate, erano quivi al servizio dell'arcivescovo. Questi però, entrando, fa loro cenno di uscire, poscia voltosi a Baccelardo dimanda:
      - E così, bel cavaliere, voi movete per l'Alemagna sicuramente.
      - Monsignor sì« risponde Baccelardo ». Vi reco i decreti del concilio di Roma, e le lettere di Gregorio all'imperatore ed ai magnati della sua corte.
      - Il concilio di Roma!« maravigliato sclama Guiberto che nulla sapeva di quel sinodo, egualmente che nulla se ne conosceva in Germania. «E quando mastro Ildebrando ha congregato codesto concilio?
      - Non sono otto giorni, monsignore« dice Baccelardo
      - Uhm!« mormora l'arcivescovo »il santo padre si sente dunque stimolare forte al guidalesco, che accoglie partigiani?


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Il re dei re
Convoglio diretto nell'11. secolo
di Ferdinando Petruccelli della Gattina
Editore Daelli Milano
1864 pagine 522

   





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