Pagina (175/387)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      In una società, bene o male organizzata, il furto è inevitabile, ed in una grande città come questa, impossibile ad evitare. Il furto è l'anarchia; io vado a governarlo. Il furto è indipendente e perciò degno di forca; io vado a farlo realista, a forzarlo a subir le leggi dello Stato ed a pagargli tributo come ogni altra cosa; la prostituzione, per esempio! Quando il furto sarà legale, sarà morale; quando esso sarà produttivo per il fisco e protetto dal fisco, esso non sarà più giacobino.
      Egli tirò allora dal bagno un uomo che passava per aver del genio in questa categoria di delitti, lo fece trasferire a Napoli e gli disse:
      - Ascolta. Ti lascio tre mesi per studiare la piazza e scegliere il tuo personale. Dopo questi tre mesi, tu sei responsabile di tutti i furti che si commettono nella città.
      - Io?
      - Sì, tu. Adesso ecco le condizioni che ti pongo. Io autorizzo il ladroneccio, ma non al di là del numero di furti commessi fin qui. Io ti do giurisdizione piena ed intera per impedire e reprimere le ruberie che non saranno commesse dai tuoi agenti; ma qualunque di cotesti agenti si lascierà sorprendere in flagrante dalla polizia, sarà severamente punito e perderà l'impiego.
      - Io accomoderò codesto. Avviserò la polizia che avrà cura di allontanarsi.
      - Ascolta il resto. Sul prodotto delle operazioni, sarà prelevato il cinquanta per cento per la nostra amministrazione. Sugli altri cinquanta, venticinque per te, venticinque per l'agente. Se c'inganni, la prima volta che ti prenderemo in frode, sarai impiccato.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Il re prega
Romanzo
di Ferdinando Petruccelli della Gattina
Editore Treves Milano
1874 pagine 387

   





Stato Napoli