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      Ella aveva anzi dato ad intendere che l'avevano instrutta della condotta equivoca del prete. Era dunque imprudente, dalla parte di Bambina, di mischiare lady Keith in questa lotta contro la polizia ed i cospiratori, e di metterla forse a portata di apprendere numero di cose, cui valeva meglio ch'ella ignorasse.
      Bambina aveva il colpo d'occhio giusto, il giudizio rapido, la decisione subita. Il suo inviluppo intieramente e squisitamente femminino ed infantile, rinchiudeva un carattere maschio, formato al contatto assiduo di un uomo forte, di un pensatore. Ella non andava a tastone nella scelta dei mezzi. Si cacciava dritto nei più energici e nei più sicuri; perchè, in tutto, la non guardava che il segno. In un fatto così grave, quale l'arresto di suo fratello, nulla le sembrava male; perocchè la conoscenza del bene e del male è un risultato di analisi psicologica, ed ella considerava quella disgrazia unicamente col cuore.
      In mezzo a quella solitudine ed a quell'abbandono universale, Bambina scorgeva bene una luce, - la sola, l'ultima che fiammeggiasse ancora all'orizzonte, - ma ella ne torceva lontano lo sguardo. L'aiuto del gesuita le era assicurato; ma il P. Piombini metteva a quell'aiuto un prezzo che le ripugnava di pagare. Nondimanco, malgrado la sua volontà, il suo pensiero ritornava sempre a quell'uomo, il quale l'aveva già sì profondamente impressionata, e che era oggimai la sola áncora di salute nel finale naufragio. La ragione gliela mostrava; il cuore la respingeva. D'altronde, l'ora del giorno era già troppo avanzata per trovare il gesuita al suo confessionale.


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Il re prega
Romanzo
di Ferdinando Petruccelli della Gattina
Editore Treves Milano
1874 pagine 387

   





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