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      Io ho promesso la mia vita. Vostra Maestà mi comprenderà se io esigo una promessa.
      - Andiamo. Vediamo codeste condizioni.
      - D'altronde, se V. M. trova che il segreto non ha l'importanza cui mi hanno assicurato valesse, V. M. può ritirare la sua promessa.
      - Dite dunque, alla fine.
      - Sire, voi farete mettere immediatamente in libertà mio fratello, poi, come egli è un santo e dotto prete, lo nominerete vescovo.
      Il re guardò il principe di Schwartezmberg, che abbassò gli sguardi sotto il rimprovero degli occhi reali; poi soggiunse di voce sorda:
      - Ti hanno fatta una lezione bene audace, quella giovane!
      Bambina, che per fortuna non comprendeva nulla alla gradazione degli sguardi, dell'accento, della parola del re, non lasciò presa alla sua dimanda.
      - Sire, rispose ella, se V. M. mi rifiuta queste due grazie, io mi taccio. Non ottenendo nulla e non rivelando nulla, io non sono più a nulla tenuta, ed arriverà ciò che la volontà di Dio vorrà. Io vi parlo come a Dio stesso. Io ho detto ad un uomo: l'anima per l'onore! Non usando della sua anima, mi riscatto di mie promesse.
      Il re non rispose e si ritirò lentamente nel contiguo gabinetto ove era di già entrato prima.
      - Va a pregare di nuovo, brontolò il principe. Io vi comprendo alla fine, signorina, ma le vostre domande sono esagerate.
      - Non è egli il re? osservò Bambina. Non vengo io a salvarlo a quel che mi han detto?
      Il re rientrò. Infatti, egli era andato ad inginocchiarsi innanzi a non so che immagine, cui si cavava dal petto sotto forma di scapolare, ed aveva invocato l'inspirazione divina.


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Il re prega
Romanzo
di Ferdinando Petruccelli della Gattina
Editore Treves Milano
1874 pagine 387

   





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