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      La società rinnovellata nel 1789, non vi si è ancora organizzata. Ma guardate la Francia. Napoleone procede al dispotismo interno mediante la ricostruzione previa della chiesa ed il restauramento del papato. Però, quando al momento del supremo pericolo egli fa appello alla nazione, la nazione si è dileguata ed ei si trova solo. Carlo X cercò l'appoggio clericale; fu spazzato via. Guizot carezzò il clero come un elemento ed un istrumento del partito conservativo; egli traballa sulla sua base. Il popolo non vuol sentire altrimenti la mano del clero che per benedire coloro che credono, - per soccorrere la sventura e la miseria. Presentarglielo sotto altra forma, sotto la forma di ceppo al movimento, al pensiero, al progresso, allo sviluppo sociale, - che si addimanda rivoluzione quando scoppia - ; fargli vedere il prete come alleato naturale del re, del prefetto di polizia, del gendarme: gli è un farglielo odiare ed un far odiare nel punto stesso il governo che se ne serve; gli è un precipitare la rivoluzione mediante la ruota stessa del freno. Ecco l'azione indiretta della religione sulla rivoluzione. L'azione diretta gli è il dispotismo assoluto, senza controllo, senza appello, del vescovo sul prete, cui ribadiscono i governi che riconoscono la libertà della Chiesa. Tutti i preti, in forza di ciò, sono rivoluzionarii nell'anima. Coloro che non si pronunziano, sono trattenuti dalla paura, dalla vecchiezza, dall'imbastardimento, dall'interesse, dall'imbecillità, perchè temono di compromettere un lucro, ovvero perchè la violenza li schiaccia.


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Il re prega
Romanzo
di Ferdinando Petruccelli della Gattina
Editore Treves Milano
1874 pagine 387

   





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