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      Del resto in quegli anni, in Roma stessa, nella sede del cattolicesimo, vi era una certa irrequietezza, quasi per ripercussione delle dispute teologiche, che avevano diviso la cristianità e specialmente la Francia, e dato impulso ai molinisti e agli antimolinisti, ai giansenisti, e ai loro avversari, specialmente gesuiti. Le questioni della grazia e del libero arbitrio agitavano ormai quasi da un secolo il mondo cattolico: e ora da Roma stessa era partito col Molinos lo scandalo di una nuova dottrina ereticale. Il fuoco era stato prontamente soppresso, ma ne restavano alcune scintille. L'anno stesso della condanna del prete spagnuolo, in Roma si era messa in prigione una settantina di persone, fra le quali talune in voce di santità e dottrina. Erano accusate di omettere le pratiche religiose, e affidarsi soltanto alla preghiera interiore. Come avviene sempre dopo le più strepitose ed anche cruente condanne di opinioni, vuoi religiose, vuoi politiche, l'esempio non sgomentava: la natura umana è siffatta, che si trova sempre qualcheduno che corra al pericolo, come la farfalla al lume. Più tardi, nel '94, si scoprivano in Roma e s'incarceravano i Cavalieri dell'Apocalisse, nuova setta di mistici eterodossi.7 Mutate le forme e i nomi, rimaneva sempre ferma e costante la tendenza irrequieta: e le eresie minori prendevan colore dalla maggiore, di cui pertanto sembravano trasformazioni successive.
      In mezzo a coteste due date, ai tempi di papa Ottoboni, fra l'89 e il '91, avvenne la retata nella quale fu compreso anche il nostro Pignata.


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Le avventure di Giuseppe Pignata fuggito dalle carceri dell'Inquisizione di Roma
di Giuseppe Pignata
pagine 170

   





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