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      Non dico delle ultime due, chè il carattere di esse le rende cose ben distinte e spiccate. Giova avvertire però, che non esistendo un limite preciso tra una serie e l'altra, molte tradizioni di una data serie avrebbero potuto mettersi insieme con altre colle quali hanno identico o analogo il fondo sebbene differente lo svolgimento e lo indirizzo. Ciò si spiegherà guardando al fatto che una tradizione, fiaba in un luogo, apparisce co' caratteri della leggenda in un altro; e un racconto che qui ha un'esistenza per sè, altrove non ha ragione di esistere senza una frase proverbiale o un motto che lo richiami come origine o spiegazione.
      L'ordine dei racconti in ciascuna serie mi è stato consigliato dal concetto che ho visto prevalere nelle singole tradizioni, non meno che dall'eroe e dall'eroina o dal personaggio principale che vi agisce: lavoro psicologico e mitologico ad un tempo, che mi è costato lunga e penosa fatica intellettuale. Questa distribuzione, che a me sembra non indegna di comparire in faccia a' dotti, non si vedrà ad occhio comune, o a chi, pur saputo in queste materie, leggerà alla spicciolata e per salti la raccolta; perchè, se può indovinarsi del gruppo della novella, non può farsi altrettanto della maniera onde i vari gruppi e le varie famiglie sono legate o si succedono l'un l'altro.
      Dalla lunga favola alla breve leggenduola, dal racconto di argomento storico all'aneddoto scherzevole, ogni genere di tradizioni è compreso in questo e ne' seguenti volumi. Uomini e cose, esseri reali ed esseri fantastici, castelli e caverne, mari e monti, tutto vi è rappresentato.


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Fiabe novelle e racconti popolari siciliani
Volume Primo
di Giuseppe Pitrè
pagine 500