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      Quale sia la differenza vera tra i maghi e i draghi, tra le streghe e le mammadraghe non si saprebbe a prima giunta giudicare, stando a quel che essi ci compariscono. Tutti sono genii maligni, come per altra parte i giganti e i demonii, tutti osteggiano il bene e combattono quanto pių possono la innocenza. Si potrebbe dire sottilizzando che il padredrago ha qualche cosa di animalesco, di mostruoso, di brutale, che lo allontana assai dal tipo vero del mago, il quale si presenta, per lo pių, sotto forma di uomo, mentre il drago č tuttavia dubbio tra la natura umana e la bruta. Il mago non č un demonio, ma ha arti demoniache, colle quali vuol mettersi a paro, rimanendone sempre vinto. Egli agisce per virtų propria, e non ha essere sopra di sč che lo comandi quando ha perduto, non ha padrone a cui dar conto. Egli fa da sč, per sč. V'č esempii in cui il mago č pių potente degli stessi demonii, come quello che li comanda a bacchetta, e li preme, e li incalza e li costringe a fare secondo i suoi capricci e i suoi voleri. Una volta egli viene nel mondo reale, e fa all'amore con una ragazza, e le fa le peggiori stregonerie di questa terra; un'altra volta camuffato da gentiluomo sposa una principessa che ha rifiutati i migliori partiti statile offerti; il gentiluomo si tramuta in mago e tiene schiava la donna che gli ha donato il cuore. Quando sette fratelli di virtų differenti vengono a liberarla, a lui non rimane che lo stratagemma di nascondersi entro una statua per andare ad uccidere la moglie.


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Fiabe novelle e racconti popolari siciliani
Volume Primo
di Giuseppe Pitrč
pagine 500