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      A ciò mi consigliava specialmente l'importanza del lavoro, il quale se già conta sedici anni di vita, non è per questo meno utile. Certamente dopo il 1859 molto sarà da scoprire e da mettere in evidenza in questo campo sempre nuovo e sempre pieno di sorprese cercando per entro ai testi popolari pubblicati, ma ciò non toglie che esso sia un bel documento da consultarsi con efficace profitto. Pertanto quale l'ha tradotto dal tedesco tale lo presento agli studiosi (che non potrebbero altrimenti procurarselo) corredandolo di note mie o per corroborarne le teoriche o per modificarne la grafia. L'autore, che allo spesso trascura gli accenti tonici, si fonda talora sopra fatti isolati, e ciò forse per aver avuto sott'occhio dei documenti dialettali (se io non mi fallo) delle province orientali dell'isola, e molto probabilmente di Messina e Catania187. Ciò richiedeva delle postille. Siccome però il suo lavoro concerne il siciliano in generale: e i testi popolari che io pubblico mettono in grado di guardare più particolarmente alle parlate siciliane, così io, giovandomi di quelli che parte ho dati io stesso alla luce, parte conservo mss. e parte ho potuto solamente cogliere dalla bocca dei parlatori, cerco di particolarizzarlo aggiungendovi le osservazioni che mi son venute fatte sì per un bel numero di parlate e sì pel dialetto veramente popolare, a cui sembra non avere attinto il signor Wentrup. «Questi popoleschi linguaggi, diceva G. Galvani, resi più o men dispetti all'aristocrazia letteraria che li voleva spenti o ignorati, debbono ora venire alla lor volta interrogati dalla democrazia letteraria, seguace della scuola storico-grammaticale188.»


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Fiabe novelle e racconti popolari siciliani
Volume Primo
di Giuseppe Pitrè
pagine 500

   





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