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      III.
     
      Da questa loro sede preistorica si partirono primi i Sinici: un gruppo di tribù, che si costituì poi nel popolo detto "Le cento famiglie", Pe-sin. Spinti dal loro istinto agricolo, si mossero in cerca di un paese adatto a svolgere quelle attività, che formavano il loro precipuo carattere. Si diressero verso oriente, e pervennero alle pianure bagnate dal gran fiume Hoang. La valle del Tarim, donde venivano, è il paese della [53] terra più soggetto a cambiamenti fisici. Là il suolo è in balìa delle dune; i venti trasportano le sabbie, che ricoprono i campi coltivati, deviano i corsi d’acqua, li colmano, seppelliscono villaggi. Ma queste sabbie, che formano il deserto, sono tuttavia la ricchezza stessa tosto che le acque le vivificano. Dove la irrigazione e possibile, il deserto si trasforma in campi, orti e giardini(19); ma il suolo torna sterile, torna il deserto, appena l’uomo è reso incapace d’arrestare l’avanzarsi dei cumuli di sabbia, che riempiono canali e torrenti. Questa mutabilità delle condizioni fisiche del paese, questo rifare di continuo quello che la natura di continuo distrugge, fu certo tra i motivi che decisero quel gruppo di tribù a emigrare ad oriente. Dove il "Popolo delle cento famiglie" si fermò, trovò la stessa natura di suolo. La sabbia dell’Asia centrale, o meglio quella polvere impalpabile, sollevata in immensi nembi e trasportata dai venti asciutti e impetuosi, andata da secoli e secoli a depositarsi fin nelle pianure della Cina, formò appunto il suolo coltivabile del Kan-su, del Shen-si, del Shan-si, del Ho-nan, del Pe-chi-li - circa 90 milioni di ettari.


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La vecchia Cina
di Carlo Puini
Editore Self Firenze
1913 pagine 246

   





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