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      Veez lequel vous voulez miex. Le chevalier qui conduire nous faisoit estoit ileques soi quart de chevaliers(1323) armés de toutes armes; et pour ce respondi il au chevalier qui delivrer nous vouloit, que il ne feroit riens de tout ce que il li disoit.» L’altro corre contro di lui:(1324) «et le feri si durement en son venir, qu’a poi(1325) que il ne l’occist; et l’abati a terre.(1326) Quant il ot celui abatu, il ne s’arreste pas sus lui; ains laisse courre aux aultres .III.; et feri le premier des .III. si fierement, que il le rue de un seul coup mort.(1327) Quant les autres .II. virent ceste chose, ilz tournerent en fuie: si firent tous les autres qui ilecques estoient.(1328) Et le bon chevalier, qui ainssi nous avoit rescous de mort, descendi adonc, et nous deslie ambedeus.»(1329)
      [348] Tale è la narrazione del cavaliere. Essa viene ad accompagnarci fino alla liberazione di Zerbino per opera d’Orlando. Naturalmente non ci può esser nulla da mettere coll’Isabella dell’Ariosto; ma di lei, e dei sentimenti che il vederla con uno sconosciuto suscita in Zerbino, quindi della gioia compiuta che bentosto tien dietro, indicai già le origini.(1330) All’Ariosto, oltre all’esecuzione, resta il merito dell’intrecciamento. E a guardar bene, non è poca cosa.
      Una parte delle altre discrepanze riceve invece la sua spiegazione dalle avventure del Morhault. Questi, a differenza del compagno di Guieret, ha ucciso davvero, se ben si ricorda,(1331) un cavaliere. Cavalcando fino alla solita ora di vespro colla cara vecchia al suo fianco (f.o 313)(1332), vede «ung chastel sur une grant roche.


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Le fonti dell'Orlando Furioso
di Pio Rajna
pagine 965

   





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