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      E queste sono le piazze ordinate per le dette arti. V'ha poscia quelle che sono disordinate e separate per la città, eccetto i panni e gli speziali, che non si truovano se non in certi luoghi deputati.
      Vi sono ancora cinquecento e venti case di tessitori di tele, e dette case sono fatte a guisa di gran palazzi di piú solai, con sale molto capevoli, e per ciascuna sala v'è gran quantità di telari, e i padroni delle dette stanze non tengono instrumento alcuno, ma i maestri sono quegli che tengono gli strumenti, e pagano solamente le pigioni delle stanze. E questa è la maggior arte che sia nella città: dicesi che in essa vi si contengono ventimila uomini, e altretanti sono nell'esercizio di molini. Sono similmente centocinquanta case dei biancheggiatori di filato, ed è la piú parte di queste edificata appresso il fiume, e sono benissimo fornite di caldaie e di vasi murati, per far bollir il filato e per l'altre occorrenzie che vi vanno.
      E per la città sono certi grandi alberghi dove si segano i legni di varie sorti, e questo ufficio si fa da alcuni cristiani ischiavi: e dei danari che essi avanzano i loro padroni danno a quelli il vivere, né gli lassano prendere riposo se non la metà del venere, che è dal mezzogiorno insino a sera, e circa a otto giorni sparsi in diversi tempi dell'anno, ne' quali sono le feste dei Mori. Sonvi ancora certi chiassi publici, dove le meretrici attendono per picciolo prezzo, e queste sono favoreggiate o dal barigello o dal governator della città. Sono certi uomini i quali, senza offender la corte, facendo l'ufficio di tabacchino, tengono femine e vino a prezzo nelle lor case, e ciascuno se ne può servir sicuramente.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Primo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1094

   





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