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      E oggidí, oltre ai trenta ducati che si danno per valor della dote, suole il padre spendere (o chi ha cura di fare il maritaggio) dugento e trecento ducati in fornir la sposa sí di veste come di fornimenti di casa; ma non danno né casa né vigna né possessione. Il consueto è di far tre gonne di panno fino, tre di seta o di taffettà o di raso o di damasco, molte camicie e molte lenzuola lavorate, con certe liste di seta per ciascun lato, capezzali pur lavorati e origlieri. Sogliono dare eziandio otto materazzi: quattro ve ne tengono per ornamento sopra gli armai che sono dai canti delle camere; due ne usano per letto, e questi sono di lana grossa; e due fatti di cuoio tengono pur per ornamento delle dette camere. Danno similmente un tappeto peloso di circa a venti braccia e tre coperte, coperte da una parte di panno e di tela, dall'altra piene di lana: e d'una di quelle vestono il letto, ponendovi una parte disopra e l'altra disotto, percioché le dette coperte sono lunghe poco meno d'otto braccia; dandone, oltre a queste, altre tre di seta con bei lavori da un lato, e dall'altro di tela piene di bambagio. Ve ne danno un'altra bianca piena pur di bambagio, ma leggiera, per valersene la state; un panno picciolo di lana fina e diviso in picciole parti, lavorato a fiamme e ad altra sorte di lavori, e fornito con certi merli di coiame dorati, sopra i quali vi pendono fiocchi di seta di diversi colori, e sopra ogni fiocco v'ha un bottone di seta per attaccare il detto panno sopra a' muri.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Primo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1094