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      E come gli hanno presi, gli aprono per schiena e gl'insalano, ed è buona vettovaglia per mantenimento delli naviganti. Vi si veggono in questo viaggio infiniti pesci chiamati tiburoni, che sono molto grandi come tonni, hanno in la bocca due ordeni de denti acutissimi, e per esser avidi di cibo sempre, come veggono una nave, l'accompagnano, e ogni spurcizia che si butta fuori di quella la inghiottono: e per questo sono molto facili da esser presi. Ma noi Portoghesi, ancor che siano buoni da mangiare, non li lasciamo pigliar, avendo openione che generino molte malattie a chi gli mangia, ben che tutti li marinari castigliani, nel viaggio che fanno verso la terra ferma dell'Indie occidentali, ne soglion prender e mangiare.
      Se per mezzo al detto fiume dell'Oro non hanno calma, passano di lungo la costa verso Capo Bianco per trovar calma, e de lí poi fino in Argin. Una cosa è da sapere, che tutta la costa dell'Africa, cominciando dal Capo del Boiador, che vuol dir Capo della Volta (perché quelli che navigano alle isole delle Canarie di ritorno si accostano al detto capo dell'Africa, e prendendo vento si tornano adrieto, ed è in gradi ventisei e due terzi), tutta questa costa è di terra bassa e arenosa fino a Capo Bianco, che è in gradi venti e mezzo, e continua fino in Argin, dove è un gran porto e un castello del re nostro, nel qual vi tien gente con un suo fattore. Questo Argin è abitato da mori e da negri, e qui son li confini che dividono la Barberia dal paese de' negri.
     
     
      Dell'isola di San Iacobo e della gran città chiamata Ribera.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Primo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1094

   





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