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      E fu sí forte che, quando volemmo raccor la vela per correre a secco, al suono ed empito del mare, non si poteva averla; pure, doppo uno travaglio, si raccolse con gran travaglio e fatica. Piacque al nostro Signore che la nave arrivò senza vela alcuna, però che se non arrivava correvamo in gran pericolo, secondo la gran furia ed empito che menava il mare. E con queste fortune corremmo cosí a secco fino al mercoledí al tardi, e questo medesimo dí al tardi la Iulia messe una bandiera e messe uno borsatto al trinchetto davanti, e cominciò a venire verso noi, e noi verso loro. E quando fummo sí presso che per cenni ci potevamo intendere, perché 'l suono del mare era sí grande che, per appresso che noi stessimo, non potevamo udire, tamen intendemmo che dicevan «terra, terra», cioè che noi andassimo con loro a cercar terra, ancor che l'avessimo discosto: e questo domandavano perché se n'andavano in fondo. E per tal causa mettemmo un borsetto al trinchetto da prua e cominciammo a girare verso terra; e l'altro dí poi si fece bonaccia, e quelli della detta nave presono di molta acqua che gli allagava, e non fu bisogno che noi andassimo a terra.
      E adí 10 di luglio, in lunedí, ritrovammo la Letoa nova, che da noi s'era persa parecchi di avanti, e contocci come trovò due navi di Portogallo che andavano in India. E dipoi, adí 12 detto, trovammo due altre navi di Portogallo che andavano in India, e andava per capitano maggiore Alfonso dal Burquegue. E avemmo l'uno e l'altro assai piacere, e traevano alcuno colpo di bombarda; e il capitano maggiore non volle fare mettere fuora lo schifo, e pregò la Iulia ch'aggirassi e andassi un poco alla volta sua per darli nuova d'India: e cosí fece.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Primo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1094

   





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