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      E ci portavano anco questi tali lor cibi fuori di tempo, cioè secondo il lor costume al tempo della notte, perché non mangiano se non una volta al giorno, e questo è la notte: e il lor mangiare è carne cruda, e di una salsa fatta del fiele delle vacche, il che noi non potevamo vedere, non che mangiare; ma mangiavamo quel poco che ci cucinavano li nostri schiavi, e pane di formento. E cosí stemmo fin a tanto che il frate, intesa la nostra natura e usanza, ci fece mandar la carne, la qual per li nostri schiavi si faceva arrosta e lessa, cioè galline, pernici, castrati, vacche e simili.
     
     
      Come partimmo di questo luogo Dofarso ben in ordine e aveduti,
      perché dovevamo passar per terra de Mori inimici.
      Cap. XLIX
     
      Partiti di questo luogo, camminammo per mezzo di certi migli zaburri alti e grossi come canneti, e la sera andammo ad alloggiare non molto lontani, appresso una chiesa a' piedi d'un monticello, perché sempre la notte ci trovavamo fuori di strada, ma vicini alle terre, per causa del vivere. E quivi ci disse il frate che non ci separassimo l'uno dall'altro, ma che camminassimo tutti insieme e proveduti con l'arme nostre, faccendo andar la nostra robba avanti, perché avevamo da passare per terra de Mori, luoghi molto pericolosi perché sempre stavano in guerra, e sopra questa strada che noi ora camminiamo, che è verso la parte del mare, tutti gli abitanti sono Mori, detti Dobas. E non è reame, ma è divisa questa provincia sotto 24 capitani, e qualche volta la metà sta in pace e l'altra metà in guerra: e nel tempo che noi ci siamo trovati in quelli paesi, tutti quasi al continuo sono stati in guerra.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Secondo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1307

   





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