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      E perché Dio volse che pigliassero il detto porto di Mazua, che è nelle sue terre, ancor che sia in potere di Mori, determinò il capitan maggiore di mandargli lui, don Rodrigo, con queste robbe e pezze che gli aveva appresentate, e che venisse in compagnia di Matteo, solamente per visitazione e per sapere il cammino, quando si volesse mandare ambasciadore dal re di Portogallo, e che Matteo era mancato di questa vita nel monastero della Visione. Alla volta di questa risposta venne un'altra, dicendo, s'erano stati amazzati tre in Dalaca, come Matteo era scampato fu risposto: a questo che Matteo scampò perché non volse uscir della caravella in terra. E addimandogli l'ambasciadore molto di grazia che lo volesse udire, perciò che intenderia la verità, e che similmente gli daria in scrittura quello che 'l capitan maggiore gli mandava a dire in parole, oltra le lettere, e a questo modo saperia il tutto. Andavano e venivano le dimande e risposte senza alcuna conclusione: e cosí ne spedirono. Nel dí seguente ne mandò molto pane, vino e carne, e duoi uomini, dicendo che costoro avevano carico di darne ogni giorno il nostro vivere e quello che ne fosse necessario.
     
     
      Come un'altra volta fu chiamato l'ambasciadore e portò seco le lettere che egli aveva; e come gli dimandassimo licenza per dir messa.
      Cap. LXXV
     
      Sabbato al tardi, alli III di novembre, ne mandò a chiamare il Prete Ianni, e andammo verso le ventiquattro ore. E arrivando alla prima porta o entrata, aspettando lí un poco, venne la parola, dicendo che tirassimo con le spingarde, ma che non avessero pallotte, per non far male ad alcuno.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Secondo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1307

   





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