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      E stati noi in queste pratiche un gran pezzo, vedemmo venire con bello ordine molte zare di vino e un canestro grande di pan di grano, e molte altre vivande portate in piatti grandi, fatti di terra nera schietta, bellissimi e benissimo lavorati, che parevano di ambra negra. Le vivande erano fatte di diverse carni variamente acconcie quasi al modo nostro, fra le quali erano galline intere grandi e grasse, parte lesse e parte arroste; e in altritanti piatti venivano altretante galline che parevano quelle medesime, ma erano sole le pelli, in questo modo, che eglino avevano cavata fuori la carne e tutte l'ossa con somma diligenza, di modo che la pelle non era rotta in alcuna parte ma era tutta intera, e poi tagliata la carne sottilmente e mescolata con alcune spezierie delicate, e l'avevano di novo ripiena con essa: la quale, come è detto, era tutta intera, né vi mancava altro che il collo e li piedi dalle ginocchia in giú, né mai potemmo considerare come potessero cavar fuori la carne e l'ossa, o vero scorticarli, che non vi si vedesse rottura alcuna. Di queste mangiamo molto bene a nostro piacere, perché erano molto delicate e buone. Vennero poi con carne grossa e grassa, cotta con tanta diligenza che noi non sapevamo dire se ella fusse lessa o arrosta. Poi in altri piatti vi erano diverse vivande bianche e d'altri colori, fatte parte di carne pesta e sfilata e parte di uccelletti e di diversi frutti del paese, e in alcune era molto bituro, in altre grasso di galline: di ciascuna delle quali volemmo gustare, che ci parvero molto buone e delicate, e ci stupimmo a considerare come fusse possibile che quivi sapessero cosí delicatamente cucinare.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Secondo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1307