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      Dopo questo luogo subitamente seguita il paese dell'Arabia, che per molto spazio si estende lungo il mar Rosso. Ella è abitata da diverse genti, delle quali alcune in parte e alcune del tutto sono differenti di linguaggio: quelle che sono presso al mare, a guisa degl'Ictiofagi, abitano sparsi qua e là nelle capanne; quelli che sono piú di sopra abitano e nelle ville e alla campagna; usano due linguaggi, e sono pessimi uomini. E se coloro che navigano per mezzo di quel luogo per aventura si avicinano a loro, sono robbati, e quei che si salvano dal naufragio sono fatti schiavi: onde continuamente e da' signori e da' re d'Arabia sono menati prigioni, e chiamansi Canraite. E universalmente questa navigazione della costa di Arabia è pericolosa, e il paese non ha né porto né spiaggia ed è tutto brutto, e per rispetto dei scogli acuti e sassosi non vi si puote andare, e per tutto mette spavento. E perciò noi navigando tenemmo il viaggio per mezzo il mare, e piú ci sforzammo di tener verso il paese di Arabia insino all'isola Arsa, dopo la quale segueno luoghi di uomini mansueti e di pastori di armenti e di camelli. Dopo questi, nell'ultimo colfo a man sinistra di questo mare è una terra detta Muza, presso alla marina, dov'è solito fermamente farsi il mercato: ed è lontana in tutto da Berenice, navigando per ostro, quasi XII mila stadi. La maggior parte sono Arabi, uomini che attendono alla marinereccia, e la piú parte sono mercatanti, che usano il traffico delle robbe de' Barigazi che in quel luogo si caricano.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Secondo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1307

   





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