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      In questo porto si fabricano li navilii detti giunchi, per cagione del legname, che ve n'è molto buono per questo effetto. Vi è anche un altro porto, ma separato, detto Martabane, onde vengono quelli di Malaca e di Pacem: vi è una buona città e piena di mercatanti. La gente bassa di questo regno nel suo paese è fastidiosa, e di fuori sono quieti e semplici, molto travaglianti, e s'affaticano grandemente.
      La principal mercanzia che di Pegu viene a Malaca o Pacem è il riso. Verranno ogni anno a questi duo luoghi a Pedir XVI e XVII giunchi e XX e XXX pamgaianas grandi come navi; portano anco molta lacca, benzuin, muschio, pietre preziose, rubini bellissimi, argento, butiro, olio, sale, cipolle, aglio e cose simili da mangiare. Partono al principio di febraro, e vengono al fine di marzo o d'aprile. Sono uomini che vendono le lor mercanzie mansuetamente, alla guisa del paese. Tutte le vettovaglie non pagano dazio alcuno in Malaca né in Pacem, solamente qualche presente in cortesia delle persone, secondo il costume che è del paese; delle altre cose pagano sei per cento. Si guadagna grandemente da Pegu a Malaca nel riso, lacca e altre mercanzie.
      Le principal cose che levano di Malaca per portare a Pegu sono porcellane basse di piú sorti e colori, argento vivo, rame, cinaprio, damaschi fatti in rodolo a fiori (che sono portati immediate dalla China per cagione di costoro, perché per altri paesi non servono), stagno infinito, fusellara in pezzi rotti e integri (e questo sopra tutto, perché è moneta), qualche poco di perle, oro, garofani, ma poco, noci moscate, macis, poca cosa.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Secondo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1307

   





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