Pagina (1008/1307)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      E subito mandò a pigliar tutta la mia robba, faccendomi cercar in tutta la persona, dove mi trovaron rubini per valuta di trecento ducati, che aveva comprato, li quali pigliarono: e questi ebbe il signor per suo conto, e le altre mercanzie posero in una stanza, la quale bollorono fino a che si conoscesse la verità. E se non fusse stato un despazzo che io portai dal Cairo, nel qual erano scritte tutte le mercanzie che io portava meco, col quale io mi difesi, il tutto mi era tolto; ma essendo in quel luogo un cadí molto mio amico, perciò che egli aveva qualche cognizione e intelligenza della lingua italiana, con l'aiuto di Dio e suo io mi dispacciai, ma con molta spesa e travaglio, e i rubini restaron persi, come ho detto, con molt'altre gentilezze che io aveva.
      Onde, veduto che quel luogo non era buono, determinai di partirmi, e vendute tutte le mercanzie che avevo, converti' il prezzo di quelle in tanta seta e benzuí, e mi parti' con una nave per tornarmene a Cambaia. E navigando, in capo di venticinque giorni, non essendo il tempo buono, arrivammo a certe isole che si chiamano le isole di Maldivar, che sono da sette in ottomila, tutte disabitate, piccole e basse, alle quali il mare per la maggior parte vi entra per spazio d'un miglio e mezzo fra una e l'altra: e si vedevano genti infinite in quelle, tutte negre e nude, ma di bona condizione e civilità; e tengono la fede de' Mori, e hanno un signor che le domina tutte. Si trovano in quelle arbori che fanno le noci d'India molto grosse; vivono di pesci e di qualche poco di riso che vi vien portato.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Navigazioni e Viaggi
Volume Secondo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1307

   





Cairo Dio Cambaia Maldivar Mori India