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      Andati a trovar il re, quello fece pace e amicizia con li nostri, ferendosi un poco con un suo coltello nel petto, e col sangue si toccò la lingua e il fronte per segno di piú vera pace, e cosí fecero li nostri. Questa isola è verso il nostro polo gradi 9 e un terzo sopra la linea dell'equinoziale, e 179 gradi e un terzo di lunghezza dal nostro partire, e si chiama Pulaoan.
      Li popoli di Pulaoan vanno nudi come fanno gli altri, e quasi tutti lavorano la terra. Questi tirano con cerbottane e alcune freccie di legno, lunghe piú d'un palmo, con alcuni rampini e spine per punta, venenate con certa loro erba. Hanno ancora canne apuntate e con uncini venenate, e nel capo, in luogo di penne, pongono un certo legno molle. Fanno grande stima di anelli, catenelle d'ottone, sonagli, paternostri, fili di rame, per legar li lor ami da pescare. Hanno alcuni galli molto grandi e domestici, li quali non mangiano per cagion di certa lor superstizione; alcune volte li fanno combattere un con l'altro, e ciascun mette il suo, e quello del qual è il gallo vittorioso guadagna il prezio. Fanno vino di riso distillato, maggiore al gusto e miglior di quel che si fa di palma.
      Lontan da questa isola dieci leghe verso garbino, viddero una isola, e costeggiandola pareva alcuna volta che montasse. Entrati dentro al porto, sopravenne un tempo molto tempestoso e oscuro, ma vedute le fiamme di quelli 3 santi sopra le gabbie, subito cessò. Dal principio di questa isola fino al porto sono 5 leghe. Il giorno seguente, che fu alli 9 di luglio, il re di questa isola, detta Burnei, mandò loro un legno chiamato da questi della isola prao, il qual è fatto come una fusta molto bella, lavorata nella prua e poppe con oro, e avea sopra la prua una bandiera bianca e azurra, e in cima di quella un pennacchio di penne di pavone; alcuni che erano sopra sonavano flauti e tamburi.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Secondo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1307

   





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