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      Ne fa adunque fare una picciola che vale un denaro d'un picciolo tornese, e l'altra d'un grosso d'argento veneziano; un'altra è di valuta di due grossi, un'altra di cinque, di dieci, e altra d'un bisante, altra di due, altra di tre, e cosí si procede sin al numero di dieci bisanti. E tutte queste carte overo monete sono fatte con tant'auttorità e solennità come s'elle fossero d'oro o d'argento puro, perché in ciascuna moneta molti officiali che a questo sono deputati vi scrivono il loro nome, ponendovi ciascuno il suo segno; e quando del tutto è fatta com'ella dee essere, il capo di quelli per il signor deputato imbratta di cinaprio la bolla concessagli e l'impronta sopra la moneta, sí che la forma della bolla tinta nel cinaprio vi rimane impressa: e allora quella moneta è auttentica, e s'alcuno la falsificasse sarebbe punito dell'ultimo supplicio. E di queste carte overo monete ne fa far gran quantità, e le fa spendere per tutte le provincie e regni suoi, né alcuno le può rifiutare, sotto pena della vita; e tutti quegli che sono sottoposti al suo imperio le tolgono molto volentieri in pagamento, perché dovunque vanno con quelle fanno i loro pagamenti di qualunque mercanzia di perle, pietre preciose, oro e argento, e tutte queste cose possono trovare col pagamento di quelle. E piú volte l'anno vengono insieme molti mercanti con perle e pietre preciose, con oro e argento e con panni d'oro e di seta, e il tutto presentano al gran signore, qual fa chiamare dodici savii, eletti sopra di queste cose e molto discreti ad esercitar quest'officio, e li comanda che debbano tansar molto diligentemente le cose che hanno portato li mercanti, e per la valuta le debbano far pagare.


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Navigazioni e Viaggi
Volume Terzo
di Giovanni Battista Ramusio
pagine 1136